La Normativa sui capannoni mobili e sulle coperture in pvc

Normativa sui capannoni: quali sono le autorizzazioni richieste

Le coperture retrattili in pvc non rientrano né tra gli interventi di nuova costruzione né tra quelli di ristrutturazione edilizia: non esiste quindi una vera e propria normativa sui capannoni mobili che obblighi al rilascio del permesso di costruire. La realizzazione di una copertura mobile rientra infatti tra le attività di nuova edilizia così come specificato dall’art.6 del TU Edilizia.

Per realizzare un tunnel mobile sono richieste delle pratiche come la S.C.I.A. e a volte la D.I.A.: vediamo che cosa sono e cosa dice la regolamentazione sui capannoni.

SCIA e DIA: come sono regolamentate le costruzioni dei capannoni mobili

S.C.I.A. significa letteralmente Segnalazione Certificata di Inizio Attività; in altre parole permette all’azienda di cominciare i lavori senza attendere il controllo degli enti dedicati.

Si tratta di una dichiarazione dell’imprenditore con effetto immediato (art.19 della legge 241/90) che sostituisce permessi, autorizzazioni e domande previsti dalla normativa sui capannoni.

Se per qualche motivo la S.C.I.A. non dovesse bastare o dovesse presentare delle irregolarità, l’amministrazione, entro 60 giorni, invierà una comunicazione nella quale indica i motivi dell’anomalia, senza però bloccare i lavori in corso.

In alcuni casi, la regolamentazione sui capannoni potrebbe richiedere la D.I.A. ossia la Denuncia di Inizio Attività edilizia.
La domanda è necessaria in casi particolari quali i vincoli paesaggistici o se le dimensioni dovessero essere modificate in modo significativo.

La D.I.A. deve essere presentata allo sportello unico per l’edilizia del proprio comune e le tempistiche prevedono un’attesa di 30 giorni per l’autorizzazione di inizio dei lavori. Una pratica obbligatoria è quella che viene compilata dal tecnico che descriverà il tipo di lavoro da svolgere e la specifica che tutti i passaggi saranno fatti in sicurezza e a norma di legge: stiamo parlando della relazione tecnica.

Quest’ultima dovrà essere firmata e in caso di problemi sarà il tecnico ad essere responsabile davanti alla legge.

IMU sui capannoni mobili, come calcolarlo?

La normativa prevede che i proprietari dei capannoni mobili siano tenuti al pagamento dell’IMU in base alla categoria di appartenenza della struttura. Le coperture in pvc spesso rientrano tra le categorie C e D cioè di uso commerciale o di deposito.

Per calcolare l’IMU sulle coperture mobili telonate come quelle Civert, bisognerà fornirsi principalmente della rendita catastale (reperibile sulla visura o sul rogito), su cui verrà applicato il coefficiente di rivalutazione del 5%. Successivamente bisognerà sommare l’IMU del proprio comune reperibile sul sito.

Il soggetto preposto alla costruzione dei lavori dovrà possedere la Certificazione di terza parte UNI EN 1090 riconosciuta dagli organi competenti nel campo di applicazione delle vigenti norme tecniche di costruzione. Al termine dei lavori, quest’ultimo consegnerà tutta la documentazione necessaria come il progetto del capannone mobile e il manuale di manutenzione tecnica dei prodotti.